Aggiornamento del 17 ottobre 2026: non serve più candidarsi. Leggi l’annuncio del rilascio oppure scarica da Google Play. I passaggi seguenti descrivono il precedente programma di test, non istruzioni di accesso attuali.
In breve: la beta Android era una fase di verifica controllata, precedente al lancio pubblico, per testare installazione, configurazione, OCR, schedine, ricevute, multi-struttura, CheckinSolo e i flussi ISTAT supportati.
Perché una beta prima del Play Store
Android non è un solo dispositivo. Modelli, fotocamere, versioni del sistema e personalizzazioni dei produttori cambiano parecchio. Un'app che funziona bene su un telefono può mostrare problemi su un altro, soprattutto quando entrano in gioco scansione documenti, permessi, notifiche e processi in background.
Per questo non volevamo limitarci a una prova interna. Cercavamo persone che usano davvero questi flussi e sanno riconoscere quando un passaggio è macchinoso, ambiguo o semplicemente sbagliato.
Chi cercavamo
Per validare il percorso principale dall'onboarding alla ricevuta.
In particolare chi gestisce almeno quattro strutture e cambia spesso contesto.
Per verificare configurazioni regionali realmente supportate nell'app.
Con priorità ai casi Campania e Sicilia utili ai test multi-provider.
Non serve essere sviluppatori. Serve descrivere bene il problema: modello del telefono, versione Android, azione eseguita, risultato atteso e risultato ottenuto.
I flussi previsti per i tester
- Installazione e aggiornamento tramite il canale di test Google Play.
- Onboarding, creazione struttura, credenziali e WSKey.
- OCR su documenti supportati e verifica manuale dei dati estratti.
- Preparazione delle schedine, invio e controllo delle ricevute.
- Gestione di più strutture e separazione corretta dei relativi dati.
- CheckinSolo e ISTAT/Ross1000 o Turistat, dove il flusso è supportato.
Una precisazione necessaria: la beta può contenere errori. Le prime prove devono usare dati di test e non va utilizzata come unico strumento per adempimenti con scadenze legali. L'host resta responsabile della verifica dei dati e dell'esito degli invii.
Come funzionava l'accesso
La distribuzione avveniva tramite Google Play testing. Nella candidatura chiedevamo l'email dell'account Google usata sul Play Store del telefono, perché l'accesso alla beta veniva associato a quell'account. I tester selezionati ricevevano in privato il link di adesione e una checklist breve.
Il programma prevedeva un gruppo ristretto di 4-5 profili. Non era una raccolta indiscriminata di iscrizioni: cercavamo casi differenti per coprire telefoni, versioni Android e modalità operative diverse.
Cerchi la versione pubblica?
Il programma descritto qui è concluso. La pagina Android contiene ora il download e i requisiti della versione pubblica.
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